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Percorso Agonisti Capoliveri Legend Cup

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Giunta alla seconda edizione, dopo il buon successo della prima con circa 480 iscritti e 420 partenti e viste le condizione meteo proibitive dei giorni antecedenti la gara e la stessa domenica mattina sotto un autentico diluvio, rovinando i piani del Comitato Organizzativo, che non avrebbe mai immaginato nel Maggio elbano, solito a temperature miti pre-estive, il percorso ha subito alcune variazioni migliorative a completare quello che già di svariato offriva sia in termini di scenari panoramici, discese veloci, single track tecnici, sali e scendi continui, impegnativo visto il dislivello che offriva circa 1.700 m su 46 km scarsi.

Quest’anno si passa a km 50 per un dislivello che arriva oltre i 1.800 m altimetria al cardiopalma, il percorso è stato allungato per permettere un tempo di percorrenza superiore alle due ore per i primi s’intende, visto che con le cattive condizione meteo dello scorso anno il tempo le ha di poco superate.

Le modifiche aggiungono sicuramente un single track in salita tecnico di circa 1.200 m ad integrazione delle già svariate combinazioni tecniche che la gara offre, moltissimi i complimenti lo scorso anno per il percorso che oltre ad offrire sempre la compagnia del mare sul promontorio del monte Calamita, a detta di alcuni mancava di qualche passaggio più tecnico in salita a completamento dell’opera e subito non ci siamo fatti cogliere impreparati, prendendo al volo l’occasione i togliendo la sete ai nostri bikers con il prosciutto. Abbiamo aggiunto questo tratto che scopre inoltre la parte che affaccia Capoliveri alla costa maremmana con punti panoramici che offrono la vista dei tre mari, Golfo Stella ad ovest, Fortezza Medicea di Portoferraio a nord e Forte Focardo con Porto Azzurro ad est .

Ancora i fase di definizione il tratto finale, dopo il ripristino lo scorso anno della discesa di World Cup 1994, dove lo sfortunato Margon subì una caduta a dir poco rovinosa, il maltempo di questo inverno con l’aggiunta dei nostri “amici motocrossisti” che hanno contribuito a far sì che la strada ad oggi risulta percorribile ma abbastanza disastrata e dovrà essere completamente rivisitata. L’alternativa risulta essere il single track della valle di Fosco che il mitico John Tomac percorse tutti e cinque i giri in salita senza mai scendere di bici ma che ahimè gli fece perdere la gara a scapito del vecchio Ned Overend. Risulta essere lungo circa km 2.7, da percorrere in discesa con l’aggiunta di un tratto di piano prima e discesa asfaltata poi di 5 km complessivi prima dell’ultima ascesa del santuario della Madonna delle Grazie.

Per il resto rimane tutto invariato, apertura griglie ore 09.15 con start alle ore 10.00 dal centro storico del Comune di Capoliveri. Partenza guidata fino al campo sportivo dove all’imbocco di Viale Australia sarà dato il via libera ai biker.

Viale Australia, prima sgranata del gruppo, piazza del Cavatore ed attacco della mitica salita del tedesco Zigurt fino al cancello dell’aeronautica in successione. Siamo appena ai 4 km ma il gruppo risulterà già essere allungato grazie alle pendenze che arrivano fino al 23 % in alcuni tratti. “Zigurte è sempre Zigurte” come dice Zio Nico, “se ti voi allenà devi fa Zigurte un c’è gazzi!"

Attimo di fiato attraversando il dorsale del Calamità con svolta secca al quadribivio dell’anello, falsopiano in salita fino al piazzale di Sardina e raggiungimento della cessa dell’Asta, picchiata fino all’Innamorata, dove nel primo tratto vengono raggiunti dai più spericolati gli oltre 70 Km/h “andate piano” ed il secondo tratto dopo l’attraversamento della strada della miniera, tecnicissimo con curve in controtendenza davvero da esperti guidatori. Dicevamo Innamorata spiaggia della leggenda dello scoglio della Ciarpa di Maria la bella che cercava il suo innamorato rapito dai saraceni, punto 0 slm della gara. Quindi si risale verso il Calone su un tratto asfaltato di 1,5 km imbocco del Ponte di Fero fino ad entrare nelle Miniere del Vallone, punto di maggior impatto panoramico, le miniere del Vallone furono abbandonate nella fine degli anni settanta dove l’estrazione del ferro avveniva fin dal tempo degli etruschi che chiamavano ILVA l’isola d’Elba. Tutto è rimasto come allora, sullo sfondo l’Isola di Montecristo perla incastonata nel Mar Tirreno, nota per le storie del famoso romanzo di Dumas “Il Conte di Montecristo” e parte delle Isole dell’Arcipelago Toscano.

Risalita fino al piazzale delle Miniere punto del primo ristoro soli liquidi e deviazione dei percorso corto che continua fino alla fattoria delle Ripalte e a destra e lungo a sinistra di nuovo su fino a Poggio Polveraio “la polveriera” delle miniere in mezzo ai canyon del ferro scenari da Far West.

Si arriva alla diga della valle di Remaiolo si scende fino alla strada che porta all’omonima spiaggia e su fino alle ville della tenuta delle Ripalte e poi giù fino alle Fotoelettriche, punta estrema meridionale dell’Isola d’Elba.

Si torna a salire su per le Fotoelettriche tra i Fortini della seconda guerra mondiale a monte ed il mare a picco a valle, la strada è nota a tutti per la pubblicità della Wind con Aldo, Giovanni e Giacomo nella scena della roulotte che precipitava in discesa senza che nessuno la guidasse.

Sigle track del Ginepro e delle radici fino al secondo ristoro posto al centro ippico del villaggio della Costa dei Gabbiani, stavolta anche solido non solo liquidi e nuovo incrocio dei due percorsi corto a sinistra su fino all’anello e lungo a destra giù oltre la sbarra fino al laghetto dello Stagnone novità di quest’anno e risalita su per Buzzancone la salita più lunga con i suoi 4 km di strada con fondo sconnesso e drizzone finale pettata con punte oltre il 20% con alla fine l’ultimo ristoro denominato “Son Simone” dove sarà offerto oltre ai liquidi per chi volesse fermarsi un bicchiere di vino, salame, coppa pancetta e prosciutto del nostro Simone.

La piana dell’Anello fino alla cessa della Feccia dove verrà affrontata la novità di quest’anno Stelli con le sue zetine in salita tecniche con sicuro fuori soglia.

Manca poco si arriva al piazzale di Zigurt ad incrociare il percorso in partenza, attraversamento e cessa di Zio Nico, si quello di prima quello di Zigurte e sempre Zigurte indovinate pettata di un minuto al massimo due al 25% ricongiungimento con l’anello e discesa fino al santuario della Madonna delle Grazie. Come dicevamo da decidere sull’alternativa delle due discese o Gabbiana/caduta Margon come lo scorso anno o Valle di Fosco in discesa/Jonh Tomac come sopra. Decide IL BOSI è lui l’addetto al percorso.

Alla fine il pavè della Madonna delle Grazie lo scorso anno reso viscido dalla pioggia e arrivo in paese dopo il giro di circonvallazione, la scalinata del Pozzo Vecchio e arrivo finale in Piazza Matteotti.

Bella Bella davvero si l’Elba è un paradiso per il nostro Sport, stiamo cercando di farla conoscere attraverso questi percorsi dove vengono evidenziati i suoi scenari, capiamo bene che i costi da sostenere per raggiungerci non sono paragonabili a quelli che servono per raggiungere i campi di gara toscani e non ma NE VALE PROPRIO LA PENA.

 

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